TuttoFood, registrata una crescita del 15,6% e 2,3 mld di valore

Sono i prodotti da forno, con 2,3 miliardi di euro di valore e una crescita a doppia cifra (+15,6%) i prodotti alimentari italiani più richiesti all’estero. E’ quanto riporta un’analisi di scenario sui nuovi stili di vita degli italiani nell’era Covid tra casa, e-food e spesa della manifestazione alimentare TuttoFood, in calendario il 17-20 maggio 2021. La classifica dei prodotti maggiormente esportati vede nei posti successivi frutta e ortaggi lavorati e conservati con un export di 1,9 miliardi e un incremento del +6% e i prodotti delle industrie lattiero-casearie con 1,8 miliardi, +0,8%. Per quanto riguarda i maggiori mercati di destinazione si segnalano in maggior crescita il Giappone con +16,9%, la Cina, +13,7% e l’Oceania a +8%. Bene anche Germania +6,7%, Svizzera a +5,7%, Stati Uniti e Francia, entrambi con un +4,2%.

Nel primo semestre di quest’anno l’export verso la Ue-27 (senza il Regno Unito) ha sfiorato i 12,5 miliardi di euro, mentre quello verso il resto del mondo ha contabilizzato più di 9,6 miliardi. E’ segnalato infine che “un’elaborazione su dati Istat Coeweb relativa al settore dei prodotti alimentari rileva nei primi sei mesi del 2020 che l’export F&B italiano è stato pari a oltre 22 miliardi di euro, in crescita del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2019”.(ANSA).

FONTE: https://www.ansa.it

Banco Alimentare introduce Charity Card per raccolta alimenti

ROMA, 17 NOV – Edizione digitale per la 24° giornata nazionale della colletta alimentare 2020 a causa dell’emergenza sanitaria. L’iniziativa del Banco Alimentare, in calendario il 28 novembre, non sarà supportata come da consuetudine dagli scatoloni, ma sarà sostenuta quest’anno dalla tecnologia e in particolare da delle “gift card” da 2, 5 e 10 euro che verranno convertite in prodotti alimentari per le persone in difficoltà.

Le card saranno disponibili alle casse dei supermercati dal 21 novembre all’8 dicembre. Per 18 giorni (dal 21 novembre all’8 dicembre) le card saranno in distribuzione nei punti vendita che aderiranno alla Colletta e potranno essere acquistate on line sul sito www.mygiftcard.it, dove sono già disponibili. Sarà inoltre possibile partecipare alla Colletta Alimentare facendo una spesa online sul sito www.amazon.it dal 1 al 10 dicembre e su www.esselungaacasa.it dal 21 novembre al 10 dicembre. Nei supermercati i gruppi di volontari (145 mila fino allo scorso anno) saranno presenti in numero ridotto solo il 28 novembre, compatibilmente con le norme vigenti nelle singole regioni. Al termine della Colletta, il valore complessivo di tutte le card sarà convertito- spiega una nota- in prodotti alimentari non deperibili e consegnati alle sedi regionali del Banco Alimentare e distribuito alle circa 8 mila strutture caritative convenzionate che sostengono oltre 2.100.000 persone. Nel 2019, l’iniziativa ha coinvolto circa 13.000 supermercati in tutta Italia. Sono state raccolte 8.100 tonnellate di beni alimentari, l’equivalente di 16.200.000 pasti. La Charity Card del Banco Alimentare è stata realizzata con la collaborazione di Epipoli, gruppo fintech operante nel mercato nelle carte prepagate.(ANSA).

FONTE: https://www.ansa.it/

Alleanza coop pesca, finalmente attenzione agli ittiturismi

Anche gli ittiturismi potranno beneficiare del Fondo ristorazione a sostegno del mondo horeca e della filiera agroalimentare. Con il via libera anche i pescatori che gestiscono ristoranti potranno accedere ai contributi a fondo perduto per l’acquisto di prodotti 100% Made in Italy.

Lo fa sapere l’Alleanza delle Cooperative Pesca, che da tempo aveva sollevato la questione per poter comprendere nei sostegni anche le forme di ristorazione gestite dai pescatori. “E’ stato finalmente risolto questo problema grazie a quanto previsto nel Dl Ristori 4”, commenta l’Alleanza, nel ringraziare il governo per l’attenzione dimostrata alla pesca, “un settore duramente colpito dalla pandemia, ma che non ha mai mancato di far arrivare sulle tavole prodotti ittici nazionali, pescati e allevati”.

FONTE: https://www.ansa.it/

Ministro, accolte richieste settore,parte centrale della filiera

– È stato prorogato al 15 dicembre il termine per presentare le domande al Fondo ristorazione. Lo annuncia il ministero delle Politiche agricole e alimentari in una nota: “In risposta alle richieste del settore, ristoranti, agriturismo, mense, catering, alberghi, avranno a disposizione – annuncia il Mipaaf – altri 17 giorni, rispetto alla scadenza originaria fissata per il 28 novembre, per richiedere il contributo a fondo perduto, fino a un massimo di 10mila euro, per l’acquisto di prodotti delle filiere agricole e alimentari, anche Dop e Igp, inclusi quelli vitivinicoli, valorizzando così la materia prima dei territori”.

“In questo momento di grande difficoltà per tutto il comparto, il nostro compito – ha detto la ministra Teresa Bellanova – è affrontare le criticità, semplificare la burocrazia, e mettere tutti in condizione di accedere alle misure predisposte dal Governo per sostenere i settori in difficoltà. Considerando le difficoltà che questo settore continua a vivere, e in risposta alle sollecitazioni ricevute, abbiamo deciso di prorogare il termine di presentazione delle domande”.

Bellanova ha posi sottolineato che “questo Fondo è una misura innovativa, che punta ad aiutare ristoratrici e ristoratori, sostenere la filiera agroalimentare, rilanciare gli acquisti di prodotti agroalimentari di qualità e di origine italiana, a partire dai Dop e Igp contrastare eccedenze e spreco.

La ristorazione – ha concluso la ministra Bellanova – è un pezzo centrale, un pezzo nevralgico, della filiera agroalimentare, poter disporre di tempo in più per inoltrare le domande di aiuto è importante. Il settore ce lo ha chiesto e noi abbiamo lavorato in questa direzione. Per continuare a mettere in sicurezza l’intera filiera e allentare le difficolta che quotidianamente affrontano tutti gli uomini e le donne che ci lavorano, l’intera filiera”.

FONTE: https://www.ansa.it/

La produzione è pari a 400 mila tonnellate con un fatturato medio annuo di oltre 600 milioni di euro

La Rucola della Piana del Sele diventa ufficialmente un prodotto Igp (Indicazione geografica protetta). Il regolamento che inserisce il prodotto nel registro europeo degli alimenti e bevande di qualità è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Ue.La denominazione si aggiunge ai 1.503 prodotti alimentari già protetti dall’Ue.

La tutela è riconosciuta per le caratteristiche organolettiche conseguenza di un ambiente di crescita molto particolare, sia dal punto di vista delle qualità del suolo che dal punto di vista climatico.

La Rucola della Piana del Sele interessa attualmente una superficie di circa 3mila ettari, distribuiti sugli 8 Comuni che compongono l’area geografica Igp (Eboli, Battaglia, Pontecagnano Faiano, Montecorvino Rovella, Montecorvino Pugliano, Bellizzi e Capaccio – Paestum), con una produzione media degli ultimi anni pari a 400 mila tonnellate di prodotto, che è il 73% circa della produzione nazionale, con un fatturato medio annuo di oltre 600 milioni di euro. Le aziende agricole interessate alla sua coltivazione sono 400 a cui vanno aggiunte le 35 imprese che curano la successiva fase di lavorazione, confezionamento e commercializzazione.

«La Rucola della Piana del Sele – secondo quanto riportato dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania – mostra un trend di crescita del 3%, in virtù della stessa percentuale di aumento annuo della richiesta a livello nazionale e internazionale. La Valle del Sele è ormai il polo produttivo più importante in Italia per la rucola ma in generale per tutti i prodotti orticoli di quarta gamma. Un’area particolarmente vocata che esalta le componenti organolettiche del prodotto, grazie all’azione combinata del terreno agrario e del clima favorevole, quello mediterraneo, costituito da scarse escursioni termiche, elevata luminosità diurna, temperature medie più alte degli altri bacini produttivi».

FONTE: https://www.ilsole24ore.com/

Il lockdown e le altre restrizioni emanate dal governo per contenere la pandemia hanno accelerato la propensione degli italiani per gli acquisti online e non solo. A registrare questi mutamenti negli acquisti è l’Osservatorio “The World after Lockdown” curato da Nomisma e Crif, che da oltre sette mesi monitora le scelte di un panel di 1.000 persone (18-65 anni).
Nel carrello digitale troviamo per il 67% prodotti alimentari e bevande e per il 33% di beni non food. Un dato interessante è che la maggior parte della spesa alimentare online avviene sui siti delle insegne della grande distribuzione (73%).

Una volta effettuato l’ordine online, la maggior parte degli utenti sceglie la consegna dell’acquisto direttamente a domicilio (modalità preferita dal 78%), il 16% propende per il ritiro presso il punto vendita, mentre il 6% ha optato per l’utilizzo dei locker, quegli armadietti distribuiti in diverse zone della città da cui si possono ritirare gli acquisti online.

L’Osservatorio ha indagato anche quali fossero le ragioni della spesa dal canale virtuale e per il 27% dei consumatori la motivazione è stata la possibilità di acquistare 24 ore su 24. Il 18% invece vuole evitare code e scegliere con più calma i prodotti da mettere nel carrello, mentre il 17% ha adotto come motivo il non doversi spostare da casa.
Chi preferisce i negozi fisici, non vuole rinunciare al piacere di fare la spesa dal vivo (primo fattore indicato dal 37% di chi non fa la spesa online) e di poter vedere/toccare i prodotti prima di metterli nel carrello (21%), mentre il 19% li sceglie per motivi economici.

Il coprifuoco per bar e ristoranti ha rappresentano un impulso alla consegna del pasto (meal delivery) e all’asporto, unici servizi consentiti dopo le 18 in alcune città. In questo modo si è consolidato un trend già affermato negli ultimi mesi contribuendo alla crescita degli ordini effettuati tramite piattaforme online e siti di ristoranti.
Nel 2020 il giro d’affari del meal delivery in Italia ha raggiunto i 706 milioni di euro con un incremento del +19% rispetto al 2019 (Fonte: Rapporto Coop 2020) e una crescita del ruolo del digitale: circa il 25% dell’intero settore del cibo a domicilio è trainato dagli ordini online contro il 18% del 2019 (Fonte: Just Eat).
L’Osservatorio ha rilevato che nel 2020 ben 7 italiani su 10 hanno ordinato piatti pronti da ristoranti/pizzerie/altri locali per l’asporto o con consegna a domicilio.

FONTE: https://ilfattoalimentare.it/

Oltre 22 mln di famiglie hanno acquistato bio nell’ultimo anno

ROMA – La Grande distribuzione organizzata (Gdo) sta trainando la vendita dei prodotti biologici, +16,4% nell’ultimo anno, con un fatturato ormai doppio rispetto a quello dei negozi specializzati che continua a crescere +3,2% nel 2019. Nel 2020 trend positivo anche per l’e-commerce con l’acquisto online di prodotti biologici per il 12,5% del totale delle vendite. Oltre 22 milioni di famiglie italiane hanno acquistato almeno una volta un prodotto biologico nell’ultimo anno, per un giro di affari complessivo di 3,3 miliardi di euro.

E’ quanto emerge da un’analisi del Wwf Italia sul settore e sulla considerazione che l'”Italia del biologico deve puntare al 40% di superficie agricola utilizzata (Sau) entro il 2030 per una vera transizione ecologica”. Nel particolare viene spiegato “che in questo modo “l’Italia avrebbe così l’opportunità di vincere la sfida della competitività dei suoi prodotti agroalimentari a livello internazionale puntando sulla qualità, tutelando ambiente e salute delle persone”. Dal report dell’associazione ambientalista emerge inoltre che “attualmente il consumo di prodotti biologici rappresenta solo il 4% di tutti i consumi alimentari, ma la crescita negli ultimi anni è continuamente in aumento, + 4,4% nel 2019, +180% dal 2010 ad oggi”. La crescita – è rilevato – è continuata anche nel 2020 durante il periodo del lockdown (marzo-maggio 2020) con un incremento del 11%. E’ ricordato infine che negli ultimi dieci anni il biologico in Italia è quasi raddoppiato, anche senza la spinta del Green Deal, passando dal 8,7% della Sau Bio e 47.663 operatori nel 2010 all’attuale 15,8% di Sau e 80.643 operatori censiti a fine dicembre 2019″.

FONTE: https://www.ansa.it/

Dal 21 al 24 novembre su piattaforma digitale di VeronaFiere

– VERONA – Il mondo istituzionale e associativo del vino si incontrerà sulla piattaforma digitale di VeronaFiere per “wine2wine digital” dal 21 al 24 novembre prossimi. Un confronto internazionale con le aziende del settore, buyer e mondo dei media sugli effetti Covid sul settore, ma soprattutto per individuare soluzioni e ripartire. Sono oltre 70 gli appuntamenti in calendario (alcuni disponibili sul sito di wine2wine exhibition) sulla piattaforma ‘Veronafiere plus’, nella quale sono presenti wine2wine exhibition, wine2wine business forum e OperaWine, oltre la start up B/Open dedicata al b2b del comparto biologico. Tra gli appuntamenti di rilievo istituzionale spicca l’International Summit di sabato 21 novembre sul tema “Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva. Scenari attuali e possibili sfide del prossimo decennio”, un live talk con i principali attori della wine industry italiana ed estera con l’obiettivo di sviluppare e rafforzare un dialogo concreto tra mercati e operatori di settore. Aprirà l’incontro la presentazione della ricerca realizzata da Nomisma WineMonitor per Osservatorio Vinitaly, che fa il punto sul mercato e sul wine business nell’era post Covid con il commento di Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, e Denis Pantini, responsabile agroalimentare e Wine Monitor di Nomisma. L’evento è inserito nel programma del Festival del Futuro, promosso da Gruppo Athesis, Eccellenze d’Impresa e Harvard Business Review. In chiusura di entrambi gli appuntamenti è previsto l’intervento della ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova. Nel pomeriggio di sabato 21 novembre, andrà online anche “OperaWine 10th year anniversary”, l’evento nato nel 2012 dalla collaborazione tra Veronafiere, Vinitaly e la prestigiosa rivista americana “Wine Spectator”. L’edizione speciale per festeggiare i dieci anni dell’iniziativa vedrà nominati 196 grandi produttori italiani. Una selezione che unisce i nominati 2020, costretti a rimandare al 2021 il consueto OperaWine Gran Tasting insieme ad alcune importanti cantine presenti in tutte le edizioni. Wine2wine, inoltre, ospiterà online sulla sua piattaforma web anche la Giornata Congressuale Assoenologi 2020, domenica 22 novembre, con inizio alle ore 10. Il presidente Assoenologi, Riccardo Cotarella, aprirà i lavori che si svolgeranno lungo due diverse tavole rotonde entrambe moderate dal giornalista Bruno Vespa e dedicate, rispettivamente, a “Vino & salute” e a “Prosecco: un fenomeno tutto italiano”. (ANSA). YV8-BUO/

FONTE: https://www.ansa.it

Tra i più colpiti pasta (37%), formaggi (33%) e dolci (31%)

Aumentano,con l’avvento del lockdown, le fake news, soprattutto quelle riguardanti il food e i prodotti alimentari italiani. Un monitoraggio dell’agenzia di comunicazione Klaus Davi & Co in collaborazione con Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura alla Camera, ha registrato che nel periodo marzo-settembre 2020 le fake news circolate sui social sono aumentate del 33% rispetto ai mesi precedenti. Ad essere particolarmente colpiti- spiega una nota- sono i vini (+23%), la pasta (+37%), l’olio (+26%), il pane (+18%) e i dolci (+31%).

Anche il formaggio è stato tra i più colpiti (+33%). Consultando il web e oltre 500 post dedicati a temi alimentari, tra le notizie denigratorie più diffuse nei confronti di alcuni dei prodotti caseari Made in Italy sono state rilevate “notizie bufala” come quella che “il Caciocavallo può creare dipendenza come una droga” e che “a fare ingrassare più della pasta sarebbe il Provolone”.

Tra le altre e numerose fake news rintracciate – viene riportato dai responsabili del monitoraggio- è stato registrato, ad esempio, che “la mozzarella di bufala ha un alto contenuto di colesterolo” e che la Ricotta Romana “non facilita il sonno”. Viene segnalato che a diffondere di più le notizie sono le donne (65%) rispetto agli uomini (35%). La diffusione – è spiegato- è anche fra i teenager con l’utilizzo dei canali social Instagram e Facebook e TikTok(ANSA).

FONTE: https://www.ansa.it/

La ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova: “Sostegno per le aziende del settore e massimo impegno contro l’emergenza”

La filiera del vino avrà un accesso più facile a investimenti e promozione, grazie a regole semplici, flessibili e maggiormente vicine alle esigenze dei produttori. Questo, per consentire a uno dei settori chiave dell’agroalimentare italiano di ripartire in seguito alle sofferenze sul mercato create dall’emergenza Covid-19. E’ il nuovo quadro che si prospetta d’ora in avanti grazie al via libera da parte della Conferenza Stato Regioni alle proroghe e alle semplificazioni sull’Ocm vino.

In questo modo, osserva la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova, “sosteniamo il settore e allarghiamo la platea dei beneficiari con misure coordinate e straordinarie”; mettiamo così in campo il “massimo impegno per affrontare le emergenze e sostenere gli sforzi delle nostre aziende”.

Sono stati infatti approvati due decreti relativi alla misura ‘promozione’ e alla misura ‘investimenti’. Il primo consente di abbassare il contributo minimo ammissibile per paese, previsto per i progetti di promozione per il 2020 e il 2021. Il secondo decreto proroga il termine per la presentazione delle domande di aiuto per gli investimenti per la campagna del 2020 e del 2021.

Per quanto riguarda la promozione del vino nei mercati esteri – viene spiegato – si può contare su uno stanziamento di 101.997.000 di euro all’anno, come copertura di un importo che può arrivare fino al 60% del valore complessivo delle spese sostenute; per quanto riguarda la misura di investimenti nell’ambito del Programma nazionale di sostegno è previsto uno stanziamento di oltre 60 milioni di euro ripartiti tra le regioni. In particolare, per i progetti legati ai fondi su quota nazionale, il contributo minimo ammissibile passa da 250mila a 120mila euro per paese terzo o mercato del paese terzo in caso di progetti riguardanti più di un paese. Nel caso di progetti destinati a un solo paese, il contributo minimo passa invece da 500mila a 240mila euro. Resta valida la possibilità per le regioni di fissare, nei propri avvisi, un contributo minimo ammissibile diverso da quello fissato per i progetti a valere sui fondi quota nazionale. Per favorire il più possibile l’accesso agli investimenti previsti dall’Ocm vino, il provvedimento interviene con una proroga del termine per la presentazione delle domande di aiuto per la campagna del 2020 e del 2021, dal 15 al 30 novembre 2020.

“Continuare a sostenere al meglio il nostro vino sui mercati internazionali è una priorità assoluta – rileva ancora Teresa Bellanova – soprattutto in questa fase in cui il settore sta soffrendo. Dopo l’esonero contributivo, le misure di distillazione di crisi e di vendemmia verde per i vini di qualità, e il fondo ristorazione, ora con questi due decreti di modifica dell’Ocm vino vogliamo venire ancor più incontro alle aziende vitivinicole, e fronteggiare così l’emergenza in atto. Siamo consapevoli – continua la ministra – che in questa fase estremamente complicata occorre accompagnare il settore e impegnarci al massimo per accrescere la competitività dei nostri produttori all’estero con misure coordinate e straordinarie”, oltre che “affrontare le diverse emergenze e sostenere quotidianamente le aziende. È un impegno preso con le imprese, le associazioni e le regioni che manteniamo. Con le modifiche apportate all’Ocm vino viene prorogata di quindici giorni la data di scadenza di presentazione delle domande di aiuto per gli investimenti – conclude Teresa Bellanova – mentre sul fronte della promozione, viene abbassato il livello di contributo minimo ammissibile per singolo paese, permettendo così di soddisfare un maggior numero di richieste e ampliare la platea di soggetti che possono accedere ai fondi”

La filiera del vino avrà un accesso più facile a investimenti e promozione, grazie a regole semplici, flessibili e maggiormente vicine alle esigenze dei produttori. Questo, per consentire a uno dei settori chiave dell’agroalimentare italiano di ripartire in seguito alle sofferenze sul mercato create dall’emergenza Covid-19. E’ il nuovo quadro che si prospetta d’ora in avanti grazie al via libera da parte della Conferenza Stato Regioni alle proroghe e alle semplificazioni sull’Ocm vino.

In questo modo, osserva la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova“sosteniamo il settore e allarghiamo la platea dei beneficiari con misure coordinate e straordinarie”; mettiamo così in campo il “massimo impegno per affrontare le emergenze e sostenere gli sforzi delle nostre aziende”.

Sono stati infatti approvati due decreti relativi alla misura ‘promozione‘ e alla misura ‘investimenti‘. Il primo consente di abbassare il contributo minimo ammissibile per paese, previsto per i progetti di promozione per il 2020 e il 2021. Il secondo decreto proroga il termine per la presentazione delle domande di aiuto per gli investimenti per la campagna del 2020 e del 2021.

Per quanto riguarda la promozione del vino nei mercati esteri – viene spiegato – si può contare su uno stanziamento di 101.997.000 di euro all’anno, come copertura di un importo che può arrivare fino al 60% del valore complessivo delle spese sostenute; per quanto riguarda la misura di investimenti nell’ambito del Programma nazionale di sostegno è previsto uno stanziamento di oltre 60 milioni di euro ripartiti tra le regioni. In particolare, per i progetti legati ai fondi su quota nazionale, il contributo minimo ammissibile passa da 250mila a 120mila euro per paese terzo o mercato del paese terzo in caso di progetti riguardanti più di un paese. Nel caso di progetti destinati a un solo paese, il contributo minimo passa invece da 500mila a 240mila euro. Resta valida la possibilità per le regioni di fissare, nei propri avvisi, un contributo minimo ammissibile diverso da quello fissato per i progetti a valere sui fondi quota nazionale. Per favorire il più possibile l’accesso agli investimenti previsti dall’Ocm vino, il provvedimento interviene con una proroga del termine per la presentazione delle domande di aiuto per la campagna del 2020 e del 2021, dal 15 al 30 novembre 2020.

“Continuare a sostenere al meglio il nostro vino sui mercati internazionali è una priorità assoluta – rileva ancora Teresa Bellanova – soprattutto in questa fase in cui il settore sta soffrendo. Dopo l’esonero contributivo, le misure di distillazione di crisi e di vendemmia verde per i vini di qualità, e il fondo ristorazione, ora con questi due decreti di modifica dell’Ocm vino vogliamo venire ancor più incontro alle aziende vitivinicole, e fronteggiare così l’emergenza in atto. Siamo consapevoli – continua la ministra – che in questa fase estremamente complicata occorre accompagnare il settore e impegnarci al massimo per accrescere la competitività dei nostri produttori all’estero con misure coordinate e straordinarie”, oltre che “affrontare le diverse emergenze e sostenere quotidianamente le aziende. È un impegno preso con le imprese, le associazioni e le regioni che manteniamo. Con le modifiche apportate all’Ocm vino viene prorogata di quindici giorni la data di scadenza di presentazione delle domande di aiuto per gli investimenti – conclude Teresa Bellanova – mentre sul fronte della promozione, viene abbassato il livello di contributo minimo ammissibile per singolo paese, permettendo così di soddisfare un maggior numero di richieste e ampliare la platea di soggetti che possono accedere ai fondi”.

FONTE:;https://agronotizie.imagelinenetwork.com/

Pistacchi, noci, mandorle e nocciole, sono considerati gli alleati perfetti per dimagrire con gusto, ma soprattutto per fare il pieno di sali minerali e vitamine essenziali per la salute e sono sempre più consigliati nelle diete. Ma come fare a riconoscere ed acquistare i prodotti migliori, quelli per esempio IGP e soprattutto Made in Italy? Per offrire uno strumento immediato e semplice da usare per scoprire  la provenienza dei prodotti e la tracciabilità della filiera ai propri clienti il Gruppo Parisi-Soleo, tra le aziende italiane leader nella produzione, trasformazione e commercializzazione di frutta secca IGP ha scelto di adottare le soluzioni di Authentico. 

L’Italia, un tempo leader europea nella produzione di frutta secca, cerca di recuperare terreno nella classifica puntando soprattutto sulle filiere IGP. Il gruppo Parisi-Soleo sta sottoscrivendo contratti di rete in varie zone della penisola, come quello recente della filiera della Nocciola di Giffoni IGP, un importante accordo volto a rafforzare il made in Italy.  Non solo Nocciola Tonda di Giffoni ma anche filiera della Noce di Sorrento IGP e del Pistacchio verde di Bronte IGP. Tutte iniziative volte all’aumento della superficie coltivata e alla crescita della superficie media delle aziende agricole coinvolte.

Oggi i principali mercati di provenienza della frutta secca sono Stati Uniti (mandorle, noci e pistacchi), Turchia (nocciole) e Spagna (mandorle). Con Authentico il gruppo Parisi-Soleo ha deciso di rendere sempre trasparente al consumatore l’origine della materia prima anche quando non richiesto dalla normativa vigente.

Grazie ad Authentico l’azienda consentirà ai consumatori di verificare la provenienza della materia prima e per i prodotti italiani, di cui segue le filiere IGP, di ripercorrere il percorso della frutta dal campo alla tavola in virtù  della certificazione di filiera in blockchain.

“Le trasformazioni sociali e la rapida evoluzione tecnologica degli ultimi anni hanno restituito un nuovo consumatore, molto più maturo, consapevole ed esigente nei confronti dei prodotti che acquista, che considera la trasparenza un valore non più negoziabile. Per questo motivo abbiamo scelto Authentico come partner per avviare un percorso di tracciabilità di filiera sui prodotti IGP che lavoriamo per assicurare ai consumatori un nuovo livello di fiducia.” Queste le parole di Francesco Casillo, Presidente del Gruppo Parisi-Soleo.

Gli fa eco Giuseppe Coletti, co-founder e CEO di Authentico: “L’Italia ha un patrimonio agroalimentare eccezionale ma spesso non riusciamo a soddisfare le esigenze produttive di alcune filiere e siamo costretti a selezionare la migliore prima dall’estero. Bisogna aiutare i consumatori, che oggi più che mai pretendono materie prime italiane, a comprendere che l’Italia è anche il miglior trasformatore al mondo in campo alimentare, grazie a competenze, cultura e tradizione gastronomica millenaria che ci consentono, ad esempio, di produrre il miglior caffè espresso e la migliore cioccolata. La trasparenza circa l’origine della materia prima diventa una garanzia per i consumatori che possono scegliere consapevolmente i loro acquisti e Authentico da anni è vicino a loro per aiutarli a scoprire da dove viene il cibo che stanno per acquistare.”

Il commento di Giuseppe Moccia, direttore commerciale della Parisi,: “Siamo coscienti che la trasparenza di un brand ha un impatto diretto sulla costruzione della fiducia dei consumatori, ed inoltre, la scelta di certificare le nostre filiere italiane con Authentico, utilizzando la moderna tecnologia blockchain, ci ha fornito nuove opportunità di business con alcuni canali distributivi italiani ed esteri i quali favoriscono un ingresso privilegiato a quelle aziende che utilizzano sistemi di tracciabilità alimentare verificabili dai consumatori.”

Firmati dal ministro Bellanova. Il 6/10 incontro con regioni, poi tavolo tecnico nazionale

ROMA – Maggior raggio di azione alle Organizzazioni di produttori ortofrutticoli, riduzione del peso burocratico attraverso interventi di semplificazione e definizione di competenze e programmi operativi. Sono gli strumenti introdotti a favore del comparto ortofrutticolo dai due decreti in materia di riconoscimento e controllo delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli (OP) e al loro sostegno, firmati dalla Ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova.

Prosegue quindi con decisione l’attenzione del Mipaaf verso il settore ortofrutta e prevede il coinvolgimento costante di tutti i rappresentanti del mondo produttivo, assicura Bellanova, che annuncia: “Il 6 ottobre incontreremo gli Assessori Regionali e subito dopo convocherò il Tavolo Tecnico Nazionale per l’ortofrutta per discutere di nuove possibili iniziative per il futuro di questo settore strategico per il Paese”.

Obiettivo dei due decreti è quello di introdurre, spiega la ministra, “ulteriori strumenti a favore di un comparto che dopo gli attacchi da cimice asiatica del 2019, anche quest’anno è stato duramente colpito da numerose avversità, come fitopatie e gelate primaverili, oltre che dall’emergenza Covid-19”.

FONTE: https://www.ansa.it/