Microbiota intestinale: Polimorfismi che ne influenzano l'equilibrio

Generalità

Il microbiota umano è definito come “l’insieme dei microrganismi che abitano dentro e sulla superficie del nostro corpo. Nello specifico l’insieme delle popolazioni di microrganismi che popolano l’intestino dell’uomo viene definito microbiota intestinale, il quale crea un rapporto simbiontico stabile con l’organismo ospite producendo una “organo metabolico” funzionante ed estremamente importante. Il microbiota svolge infatti un ruolo fondamentale nel mantenimento dello stato di salute dell’individuo poiché implicato nello sviluppo e funzionalità del sistema immunitario, nella regolazione delle funzioni digestive e metaboliche e nello svolgimento delle funzioni neurologiche. L’alterazione quantitativa e qualitativa della comunità microbica intestinale viene definita come condizione di disbiosi, le cui cause sono da ricercarsi in molteplici fattori, tra cui: alimentazione, fattori genetici, età, sesso, stress quotidiano, condizioni di salute e terapie farmacologiche, igiene, provenienza geografica.

Un numero sempre maggiore di ricerche dimostra come una condizione di disbiosi a livello del microbiota intestinale predisponga il soggetto allo sviluppo di problematiche di varia natura come carenza di nutrienti essenziali come acido folico e vitamina D, sindrome metabolica, problemi gastro intestinali, cefalee, insonnia, dolori muscolari ed articolari, fino ad arrivare a condizioni cronico degenerative e disturbi autoimmuni quali infiammazione intestinale cronica, colite ulcerosa, diabete di tipo 2, obesità e sovrappeso, Morbo di Crohn, artrite reumatoide, depressione e stati d’ansia. Data la rilevanza delle funzioni che esso svolge e le possibili conseguenze per l’individuo derivate da una sua alterazione, il microbiota è divenuto negli ultimi anni oggetto di estremo interesse nella ricerca scientifica e grazie alle tecniche di analisi oggi a disposizione è possibile indagare la composizione del proprio microbiota intestinale e valutare il suo equilibrio e la sua funzionalità. Il test è molto utile a scopo preventivo delle condizioni sopra descritte ma anche in individui in cui queste problematiche siano già insorte, oltre che in pazienti in fasi particolari della vita come gravidanza, allattamento, menopausa, infanzia ed invecchiamento.

Il pannello prevede lo screening di 3 polimorfismi che sono in grado di influenzare il microbiota intestinale: PTPN2, PTPN22, APOA5.

Metodo di autoprelievo non invasivo ed indolore. E’ sufficiente strofinare all’interno delle guance lo spazzolino fornito per ottenere materiale biologico dal quale verrà estratto il DNA per poter poi eseguire i test richiesti. Il tampone buccale con il prelievo salivare, deve essere inviato al laboratorio per lo screening genetico.

Il test ha comunque finalità preventive e predittive e NON DIAGNOSTICHE.

Dai risultati del test sarà possibile individuare trattamenti preventivi personalizzati attraverso un percorso nutrizionale mirato e tramite una integrazione specifica di prebiotici e probiotici, in grado di favorire lo sviluppo di batteri benefici al proprio organismo e rigenerare l’equilibrio delle popolazioni batteriche riportando il microbiota ad una situazione di eubiosi.

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Il microbiota umano è definito come “l’insieme dei microrganismi che abitano dentro e sulla superficie del nostro corpo. Nello specifico l’insieme delle popolazioni di microrganismi che popolano l’intestino dell’uomo viene definito microbiota intestinale, il quale crea un rapporto simbiontico stabile con l’organismo ospite producendo una “organo metabolico” funzionante ed estremamente importante