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UN’ECCELLENZA RITROVATA DEL CILENTO: IL POMODORINO GIALLO DI ROFRANO

Food by Food
11 Agosto 2018
in News, Produttori
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UN’ECCELLENZA RITROVATA DEL CILENTO: IL POMODORINO GIALLO DI ROFRANO

UN’ECCELLENZA RITROVATA DEL CILENTO: IL POMODORINO GIALLO DI ROFRANO

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IL POMODORINO GIALLO DI ROFRANO

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La storia del pomodorino giallo di Rofrano arriva da lontano. Dai tempi in cui si coltivava senza pensare che un giorno anche un solo seme avrebbe potuto fare la differenza ed essere così raro e prezioso. Perché infatti se il Cilento è Riserva della Biosfera, Geoparco, Patrimonio Immateriale dell’Umanità per la Dieta Mediterranea e primo Parco Nazionale Italiano nella lista dell’Unesco, un motivo ci sarà, e va ricercato nelle mani nodose dei contadini e dei pescatori cilentani. Sono proprio loro, gli stessi studiati da Ancel Keys, ad averlo reso tale, “semplicemente” continuando a fare ciò che avevano sempre fatto e che meglio sapevano fare. Se poi queste mani, come quelle di Sofia Mazzeo, incontrano quelle fresche ma già segnate di giovani come Giovanni Cavallo o Giovanni Speranza, il risultato è davvero sorprendente. Volete sapere allora perché vale così tanto la pena di salvare questa piccolissima produzione di pomodorino giallo di Rofrano?

IL POMODORINO GIALLO DI ROFRANO: IERI, OGGI E DOMANI

Il pomodorino giallo di Rofrano si semina a spaglio ad aprile, si trapianta tra maggio e giugno a seconda dell’altitudine, e si raccoglie acerbo da inizio settembre in poi. Appeso come piennolo in locali areati e asciutti, si conserva fino a marzo o aprile dell’anno successivo: è proprio questo a renderlo unico, poiché ci permette di ritrovare un sapore estivo anche durante l’inverno. Questo pomodorino è originario del territorio di Rofrano, paese non di passaggio, che conserva una magia tutta sua alle pendici del Cervati, il monte più alto di tutta la Campania; qui, la sua lenta estinzione è stata abilmente arrestata da alcuni personaggi: ieri, oggi e domani.

IERI: SOFIA MAZZEO

Giovanni Cavallo non è un giovane cilentano qualunque e basta poco per accorgersene: profondamente legato alla terra, alla sua terra, alla quale si dedica  con zelo, svegliandosi in piena notte, spesso senza essere nemmeno andato a dormire. Giovanni ha scelto questa vita con tutto se stesso, già quando durante gli studi a Pisa, invece dei libri di economia, studiava i vari prodotti cilentani e come provare a recuperarli o promuoverli; ed è così che un giorno, su internet, in un sito dedicato ai prodotti campani, scopre un’eccellenza del suo paese, ovvero il Pomodoro Antico di Rofrano. Dopo numerose ricerche, nel febbraio del 2014  torna in Cilento alla ricerca di questo pomodoro: è qui che incontra zia Sofia di San Menale, una donna dalle mille risorse. Con lei inizia a cercare informazioni su questo prodotto, pur non avendolo mai visto e sapendo molto poco di lui.

Ad aprile Giovanni è già alle prese con il suo semenzaio: cinque varietà di pomodoro, una antica simile al cuore di bue, ideale per il sugo; il quarantino piccolo e tondo, adatto sia per l’insalata che come condimento; il Sorrentino dalla forma a cuore di bue ma con tonalità più chiare, perfetto in insalata; un pomodoro vernino tondo, da consumare in qualsiasi modo; e infine un vernino dalla forma allungata simile al San Marzano, dalla grandezza più contenuta e con una colorazione variabile dal verde al giallo fino all’arancione. Durante l’inverno, è proprio questa varietà che Giovanni consuma insieme agli amici, non conservandone alcun seme.

Quando Giovanni torna su internet alla ricerca di ulteriori informazioni su quel pomodorino, si accorge che… il Pomodoro Antico di Rofrano è sparito dall’elenco in cui l’aveva trovato per la prima volta! Così inizia a scrivere email e fare telefonate per capirne le motivazione, finchè non riceve una risposta: “l’abbiamo cancellato dall’elenco dei prodotti campani perché ormai non lo coltiva più nessuno”. In quel momento Giovanni si rende conto del grande errore commesso: aveva avuto in mano (e in bocca!) qualcosa di unico, coltivato da generazioni e se l’era fatto sfuggire. Ma se questo non fosse successo, forse la sua battaglia non sarebbe stata poi così ostinata; infatti, corre subito da zia Sofia, la quale però nel frattempo aveva anch’essa perso i semi e su insistenza di Giovanni cerca e ricerca, finché non trova un tovagliolo con un pomodoro schiacciato dentro…

OGGI: GIOVANNI CAVALLO E GIOVANNI SPERANZA
Da qui ripartono Giovanni Cavallo riparte più determinato che mai, insieme alla dottoressa Rosa Pepe del CREA di Pontecagnano e ad altri contadini appassionati che nel frattempo sposano la causa, come Giovanni Speranza.

Il pomodorino giallo di Rofrano viene presto re-inserito nell’elenco della biodiversità campana, questa volta come PAT, cioè prodotto agroalimentare tradizionale, riconosciuto dal ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, su proposta della regione Campania. Inoltre Giovanni decide di donare a nome di tutti i rofranesi questi pomodori allo chef Alfonso Crisci e al pizzaiolo Aniello Falanga che, colpiti da quella sua particolare nota leggermente acidula, lo trovano ottimo per le pietanze a base di pesce e iniziano così a utilizzarlo nei loro ristoranti. Nel giro di poco tempo, il pomodorino giallo di Rofrano è richiesto da tutti: da Alessandro Feo del Rumi Restaurant di Ascea, ai ragazzi della Pizzeria Da Zero fino al grandissimo Davide Mea della Taverna del Mozzo, uno dei migliori ristoranti di pesce del Cilento, a Marina di Camerota.

DOMANI: IL FUTURO DEL POMODORINO GIALLO DI ROFRANO
Gli obiettivi futuri sono salvaguardare il pomodorino e continuare a diffonderlo; piantare una superficie coltivata di almeno un ettaro, anche se frammentato; e ottenere una denominazione comunale DE.CO. Perché nel pomodorino giallo di Rofrano ci sono generazioni che si incontrano, in un patrimonio genetico locale capace, nel suo piccolo, di raccontare la storia di un intero territorio, come spiega Giovanni: “l’eccellenza comporta conoscenza e io immagino il mio paese, un giorno, capace di promuovere i propri prodotti e renderli adatti a un mercato che sappia comprendere, apprezzare e capire la differenza tra un prodotto di massa e un prodotto di nicchia. Sarà compito di chi produce, trasferire quei saperi e convincere il cliente che il prodotto che si produce è diverso, non solo nella descrizione, ma soprattutto nel sapore, nella qualità e nella naturalezza che esprime!”

Gli interessati a questo prodotto stanno crescendo, ma soprattutto, grazie a questo piccolo pomodorino giallo, stanno conoscendo Rofrano e il suo territorio; proprio come Giovanni sognava in quegli anni a Pisa.

FONTE: https://www.ilgiornaledelcibo.it

Tags: CILENTOeccellenzaGIOVANNI CAVALLOGIOVANNI SPERANZAItaly Info FoodPARCO NAZIONALE DEL CILENTOPOMODORINO GIALLOPomodoro AnticoROFRANOSan MarzanoSOFIA MAZZEO
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