Tra i più colpiti pasta (37%), formaggi (33%) e dolci (31%)

Aumentano,con l’avvento del lockdown, le fake news, soprattutto quelle riguardanti il food e i prodotti alimentari italiani. Un monitoraggio dell’agenzia di comunicazione Klaus Davi & Co in collaborazione con Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura alla Camera, ha registrato che nel periodo marzo-settembre 2020 le fake news circolate sui social sono aumentate del 33% rispetto ai mesi precedenti. Ad essere particolarmente colpiti- spiega una nota- sono i vini (+23%), la pasta (+37%), l’olio (+26%), il pane (+18%) e i dolci (+31%).

Anche il formaggio è stato tra i più colpiti (+33%). Consultando il web e oltre 500 post dedicati a temi alimentari, tra le notizie denigratorie più diffuse nei confronti di alcuni dei prodotti caseari Made in Italy sono state rilevate “notizie bufala” come quella che “il Caciocavallo può creare dipendenza come una droga” e che “a fare ingrassare più della pasta sarebbe il Provolone”.

Tra le altre e numerose fake news rintracciate – viene riportato dai responsabili del monitoraggio- è stato registrato, ad esempio, che “la mozzarella di bufala ha un alto contenuto di colesterolo” e che la Ricotta Romana “non facilita il sonno”. Viene segnalato che a diffondere di più le notizie sono le donne (65%) rispetto agli uomini (35%). La diffusione – è spiegato- è anche fra i teenager con l’utilizzo dei canali social Instagram e Facebook e TikTok(ANSA).

FONTE: https://www.ansa.it/

86% italiani si informa prima di comprare alimenti, il 57% sul web


Milano, 8 mag. (askanews) – Ha debuttato a Cibus l’Osservatorio alimentare (www.osservatorioalimentare.it), la piattaforma digitale dedicata al settore agroalimentare italiano. Un punto di incontro per tutta la filiera, dal campo alla tavola. L’Osservatorio Alimentare si propone come un luogo di dibattito con un approccio scientifico, senza cedere ai facili sensazionalismi. Ma, soprattutto, è uno spazio di approfondimento a disposizione di cittadini e giornalisti su ciò che più ci riguarda da vicino: quello che mangiamo. Il cibo è sempre più centrale nella nostra vita quotidiana. Secondo un’analisi del Censis compilata da Federalimentare (“Mangiare informati: come gli italiani scelgono cibo buono e sicuro”, 2017) conosce, parla e si appassiona di cibo il 90,9% degli italiani e il 93% dei giovani, addirittura il 53,5% di questi si definisce un appassionato. Non solo. Da un’altra analisi del Censis emerge che sempre di più i consumatori chiedono informazione di qualità sul settore: in particolare, l’85,7% degli italiani e l’87,4% dei millennials si informano prima di acquistare un alimento. Di questi, il 57% della popolazione (di cui il 74,2% è costituita da millennials) lo fa tramite siti web e il 35,2% (di cui il 39,9% millennials) attraverso i motori di ricerca. “Solo” il 30,1% degli italiani prende come punto di riferimento per la propria informazione alimentare la televisione. Di qui la necessità di una riflessione profonda sul “come” si parla dell’industria e della filiera agroalimentare italiana debba partire proprio dal canale più utilizzato oggi, soprattutto dai giovani: il web. La nascita dell’Osservatorio va proprio in questo senso: supportare e garantire una corretta informazione basata su dati scientifici e contributi autorevoli di scienziati, nutrizionisti e professori universitari. L’Osservatorio fornisce un pronto-intervento contro fake news che rischiano di inquinare il panorama e di ingannare il consumatore. L’Osservatorio alimentare è un progetto promosso dai Giovani di Federalimentare, la federazione che rappresenta l’eccellenza del Made in Italy, a cui aderiscono 14 associazioni nazionali di categoria dell’industria alimentare.

FONTE: http://www.askanews.it

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