Arriva l’estate e trionfano le diete versione light. Oltre 5 milioni di italiani dovranno infatti a breve affrontare la prova costume e come sempre l’isteria generale porta a diete fai-da-te a volte anche dannose. Secondo uno studio degli esperti del Centro Medico Lazzaro Spallanzani di Reggio Emilia, sono molti gli errori di chi segue diete consigliate da amici o reperite sul web. «La nostra clinica nel 2017 ha eseguito 1.277 visite dietologiche, quest’anno al 1° giugno 2018 eravamo già a 1.141 e siamo solamente nel primo semestre. Ciò dimostra la sempre maggior attenzione delle persone verso la cura dell’alimentazione, sulla prevenzione delle patologie e sul mantenere il proprio stato di salute, specialmente con l’avvicinarsi dell’estate» afferma la Dott. Valentina Masi, dietista della clinica. Ecco tutti i rischi in cui incorrono gli uomini e le donne che seguono diete raffazzonate per perdere molto peso nei pochi giorni che li separano dalle vacanze: Primo fra tutti, mangiare troppo poco o per nulla. In molti infatti scelgono la strada del digiuno o il salto sistematico di pranzo o cena. Il suggerimento migliore è sempre quello di affidarsi a un dietologo, ma ecco i prodotti più consigliati dagli esperti per una dieta estiva corretta.
1. Stoccafisso (29 %): Il processo di essicazione del merluzzo (da cui si ottiene lo “Stocco”) infatti aiuta a mantenere inalterate le proprietà nutritive come ferro, potassio, fosforo e iodio. Inoltre, lo stoccafisso è povero di sali e la sua carne è molto magra: in 100 grammi c’è meno di 1 grammo di grassi e 1 etto di questo pesce apporta solo 75 calorie. Lo stoccafisso è consigliato anche a chi sta seguendo una dieta iposodica in quanto favorisce la circolazione, aiutando a sconfiggere la cellulite. Un altro importante componente del merluzzo, e quindi dello stoccafisso, è rappresentato dagli Omega 3, preziosi acidi grassi polinsaturi che aiutano a controllare la pressione sanguigna e ostacolano l’accumulo di sostanze grasse nelle arterie, contribuendo ad abbassare il tasso del colesterolo nel sangue.
2. Anguria (21%): L’anguria è il frutto protagonista dell’estate. L’anguria è ipocalorica, costituita per oltre il 90% da acqua e quindi un’ottima fonte di idratazione. Contiene inoltre importanti minerali, come il potassio, e vitamine, come la vitamina C. Una fetta di anguria è l’ideale per una buona merenda nel caldi pomeriggi estivi.
3. Zucchine (16%): Le zucchine sono un ortaggio tipicamente estivo. Sono ricche di acqua e molto digeribili. In più, hanno la caratteristica di essere molto versatile in cucina, possono essere consumate alla griglia, in pinzimonio oppure come condimento di un primo piatto.
4. Frutti di bosco (11%): I frutti di bosco, come ribes, lamponi, mirtilli e more, sono un concentrato di antiossidanti. Hanno proprietà antinfiammatorie, contrastano l’azione dei radicali liberi e hanno un’azione depurativa. Una manciata di frutti di bosco aggiunta allo yogurt a colazione è un ottimo modo per iniziare la giornata.
5. Avocado (8%): L’avocado è un frutto che, a differenza delle altre tipologie di frutta, è povero di zuccheri e ricco di grassi. I grassi contenuti nell’avocado appartengono alla famiglia degli acidi grassi monoinsaturi e hanno ottime proprietà per la salute cardiovascolare. L’avocado può essere aggiunto a cubetti in insalatone oppure può essere utilizzato per preparare delle salse per accompagnare le verdure in pinzimonio.
6. Pomodoro (6%): Un altro cibo tipicamente estivo è il pomodoro. Il pomodoro è ricco di vitamina C e licopene. Il licopene è un carotenoide ad azione antiossidante e antitumorale e si trova prevalentemente nella buccia del pomodoro.
7. Semi oleosi (4%): I semi oleosi, come i semi di zucca, i semi di lino, i semi di chia e i semi di canapa, sono un’ottima fonte di grassi salutari. Possono essere utilizzati per condire un’insalata, oppure possono essere utilizzati anche come snack pomeridiano. I semi oleosi sono ricchi di importanti nutrienti, come il selenio, la vitamina E, lo zinco e il magnesio.
8. Melone (3%): Insieme all’anguria, il melone è l’altro frutto estivo per eccellenza. È ricco di acqua, potassio e beta-carotene. Quest’ultimo è il responsabile del colore arancione dei vegetali ed è molto utile per la salute della pelle, soprattutto in estate quando l’esposizione ai raggi solari è maggiore.
9. Farro (1%): Il farro è un cereale in chicco ricco di vitamine del gruppo B e di fibra, molto utile in estate per preparare insalatoni freddi. Oltre al farro, anche altri cereali in chicco come il grano saraceno, il miglio, il riso e la quinoa sono delle alternative molto valide al classico piatto di pasta.
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10. Kefir (1%): Il kefir è una bevanda fermentata che si ottiene aggiungendo dei grani contenenti microrganismi all’interno del latte. Il risultato è una bevanda acidula e leggermente frizzate, ricca di probiotici i quali svolgono un’azione fondamentale per la funzionalità intestinale, spesso compromessa d’estate a causa di viaggi e di abitudini di vita differenti.

FONTE: https://www.msn.com

Dopo aver letto questo articolo, chi nella vita non si preoccupa molto di seguire un’alimentazione sana, avrà un motivo in più per “sentirsi in colpa”. Come la predereste se vi dicessimo che mangiare sano vuol dire anche prendersi cura del Pianeta?

Ebbene sì, non si tratta soltanto di avere cura della nostra salute ma di un vero e proprio gesto ecologico. Le nostre scelte alimentari hanno, infatti, un rilevante impatto sulle condizioni ambientali. Ma quindi, cosa bisognerebbe mangiare? Il modello da seguire per assumere un’alimentazione sostenibile sembra essere la Dieta Mediterranea. Lo dimostra la seconda edizione di “Eating Planet. Cibo e sostenibilità: costruire il nostro futuro” pubblicata dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (FBCFN).

Incuriositi, ne abbiamo parlato con una loro ricercatrice, Ludovica Principato, che dal 2011 svolge attività di consulenza scientifica per la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition e come giornalista scientifica scrive articoli in ambito alimentare su testate specializzate.

Vediamo cosa vuol dire seguire una dieta sostenibile e perché la dieta mediterranea è il modello da seguire.

QUANTO IL CIBO INFLUENZA I CAMBIAMENTI AMBIENTALI?

Per alimentazione sostenibile si intende il consumo di prodotti nutrizionalmente sani e con un impatto ambientale poco dannoso. Un’alimentazione consapevole, dunque, come sostiene anche Ludovica Principato, non è soltanto una sana abitudine volta ad assicuraci una buona salute negli anni, ma è importante anche per questioni ambientali.

“Non è così intuitivo legare il cibo ai problemi ambientali” dice infatti la dottoressa, che aggiunge poi: “se si pensa che l’alimentazione provoca circa il 30% delle emissioni di gas serra – una percentuale superiore a quella generata dall’intero settore dei trasporti e della produzione elettrica – allora si capisce come il nostro comportamento possa influire nel bene o nel male sulla salute dell’ambiente in cui viviamo.”

PERCHÉ LA DIETA MEDITERRANEA?

Secondo gli studi effettuati dalla Fondazione, la carne si trova in cima alla classifica degli alimenti più “inquinanti”, responsabile del 12% delle emissioni totali di gas serra. Meno influenti, ma con valori comunque importanti, i prodotti lattiero-caseari, che contribuiscono con una percentuale del 5%.

Il modello della Dieta Mediterranea, oltre ad essere il più sano dal punto di vista nutrizionale, sarebbe dunque anche il più sostenibile dal punto di vista ambientale dal momento che, come ricorda la ricercatrice “prevede un elevato consumo di verdura, legumi, frutta fresca e secca, olio d’oliva e cereali; un moderato consumo di pesce e prodotti caseari (specialmente formaggio e yogurt); un ancora più moderato consumo di carne e dolci”.

Per arrivare a queste conclusioni, gli esperti della Fondazione hanno creato, nel 2009, il Modello della Doppia PiramideAlimentare.  Alla Piramide Alimentare che tutti noi conosciamo e che di basa proprio sulla dita mediterranea, è stata affiancata una Piramide Ambientale, nella quale gli alimenti sono classificati in base ai loro effetti sull’ambiente.

MA QUINDI: COSA METTERE IN TAVOLA?

A questo punto, cosa mangiare? Come portare in tavola questo doppiamente virtuoso modello alimentare?

“Il menù sostenibile, basato sui dettami della Dieta Mediterranea – sostiene la Principato – comprende sia la carne (prediligendo quella bianca) che il pesce, facendo attenzione al giusto bilanciamento tra proteine di origine vegetale e animale.” Ma anche una dieta vegetariana può risultare un’ottima alternativa, in quanto pur escludendo carne e pesce, assume le fonti proteiche di origine vegetale dai legumi e quelle di origine animale dal formaggio, dai latticini in generale e dalle uova.

Questo è quanto si evince da uno studio effettuato dai ricercatori della Fondazione che ha messo a confronto tre diverse tipologie di menu: uno basato sulla dieta mediterranea, uno vegetariano e uno a base di carne. Da questa analisi è emerso che la dieta mediterranea e quella vegetariana hanno un minor impatto sull’ambiente e sono quindi maggiormente sostenibili.

COSA CI GUADAGNA IL PIANETA?

Come e cosa ci guadagna il pianeta nel momento in cui tutti cominciamo a seguire una dieta nutrizionalmente sana esostenibile? La risposta è quantificabile in cifre.
Per capire quali sono i benefici di cui potrebbe godere l’ambiente infatti “basti pensare che qualora tutti i cittadini italiani non mangiassero carne per un solo giorno a settimana, si avrebbe un risparmio totale di 198 mila tonnellate di CO2. Inoltre adottando una dieta mediterranea è possibile risparmiare oltre 2000 litri di acqua al giorno, grazie al consumo ridotto di prodotti di origine animale” sostiene la Principato.

LA DIETA MEDITERRANEA STA SCOMPARENDO?

La risposta fornitaci dalla Principato ci ha portati davanti a due contrasti. Nei paesi più sviluppati, probabilmente grazie ad una maggiore informazione e a una più intensa attenzione nei confronti dell’ecosistema, sembrano intravvedersi all’orizzonte segnali incoraggianti a favore di diete più sane.

Mentre, paradossalmente, nuove abitudini e frenetici ritmi di vita stanno pian piano spingendo i paesi del sud, dove la dieta mediterranea è nata, verso un’alimentazione sempre più “confezionata”.

“Si sta sviluppando un’inversione delle tendenze alimentari: da una dieta sana e a base di cereali e alimenti di origine vegetale, ci si sta muovendo verso consumi poco equilibrati, che portano quest’area ad avere un elevato tasso di obesità, molto più alto della media Nazionale” afferma la Ricercatrice, che continua: “la percentuale di persone obese nel Sud Italia infatti è ben dell’11% e il fenomeno non accenna a diminuire.”

La Dieta Mediterranea, dunque, sembra essere il nostro prezioso salvagente, e i segnali di cui parla Ludovica Principato devono essere per noi un appiglio di incoraggiamento per riflettere su queste tematiche e stare sempre più attenti alla salvaguardia della nostra salute e del Pianeta.

E voi, pensate di seguire un’alimentazione sostenibile? Il vostro modello di riferimento è la Dieta Mediterranea?

di Adriana Angelieri

FONTE: https://www.ilgiornaledelcibo.it

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